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Spostandoci un po’ sulle montagne che costeggiano la Via Gallica, in Valchiusella, incontriamo Olga.

Olga è originaria di San Pietroburgo, viveva in città sognando i boschi; ora nel bosco ci vive, ha ristrutturato un vecchio casolare a Vico Canavese, e ha comprato i primi agnellini.

Ora produce lana e feltro proveniente dalle sue pecore Merinos. Dalle sue mani nascono cappelli, sciarpe, collane e tanto altro. Ogni singolo oggetto, decorato con gusto ed estro, vi porterà in un mondo di fate e folletti.

Le creature di «Olga e pecorelle» non somigliano a niente di quello che si vede in circolazione. Sono tenere, fantasiose, sembrano uscite dal bosco. Olga realizza cappelli e berretti da elfo con «code» a ricciolo, tube a tesa rigida dai colori smaglianti, sul feltro riproduce fiori, foglie, stelle alpine, giocando con la colorazione naturale.

E poi ci sono i mezzi guanti a forma di foglia, gli scaldapolsi, le stole che sembrano tappeti di sottobosco e che vengono impresse con la tecnica ecoprint. E ancora: pecorelle in miniatura, buffe pantofole a punta che ricordano Peter Pan, cuscini che sembrano sassi, borse da pastora.

Tutto ricorda il mondo dei folletti della montagna, ma con ironia. «Mi sono ispirata ai libri fantasy che leggevo in Russia. Da quella città potevo solo evadere con la fantasia…» ricorda.

C’è l’ispirazione della montagna anche nei colori: «Prevalememente uso i marroni e i gialli che ottengo dalle foglie di noci e castagni, ma anche di aceri e querce, poi il giallo arancio dalle bucce di cipolla e il giallo fortissimo dalla verga d’oro»

Olga vi porterà con i suoi oggetti in un mondo bellissimo e ispirato alla natura meravigliosa. Una natura magica che ci porta indietro nel tempo e nello spazio facendoci rivivere le stesse emozioni che proviamo leggendo le antiche fiabe russe, riprese dalla tradizione romantica di Gogol’, Dostoevskij, Puškin e così perfettamente rappresentate da Kandinskij.

Vasilij Kandinskij, Il cavaliere (San Giorgio), 1914-15. Olio su cartoncino, cm 61 x 91, Mosca, Galleria Tret’jakov © State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia 



Però la vita dell’artigiana è dura. I materiali che usa sono “poveri” ma richiedono tempo e sacrifici. Olga ha dovuto fare anche dei compromessi, ad esempio comprare da altri la lana che usa per il feltro: «All’inizio avrei voluto usare la mia ma è un processo molto lungo e il prodotto finale poi costerebbe troppo. Oggi tutti comprano ai mercati e vogliono spendere poco». E pochi capiscono il valore della filiera e di chi la vuole valorizzare.

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Autore dell'articolo

Ezio Caudera
Ezio Caudera on

Co-ideatore di Via Gallica

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