Napoleone, il ponte sul Ticino ed il vino dell’Imperatore

Napoleone Bonaparte ogni tanto diceva che: “Quando vinci meriti lo champagne, quando perdi ne hai bisogno”, ma spesso era lontano da Epernay e Reims.

Diverse volte lo troviamo lungo la Via Gallica. Una testimonianza ne è il ponte di Boffalora sopra Ticino, un ponte ad archi a via superiore voluto da Napoleone e costruito a più riprese tra il 1808 e il 1858 sul fiume Ticino.

Il ponte rivestì un’importanza fondamentale nel corso della battaglia di Magenta nella seconda guerra d’indipendenza italiana combattuta il 4 giugno 1859 a Magenta, fra l’Impero austriaco e la Francia.

Fu la prima delle due grandi battaglie, assieme a quella di Solferino e San Martino, che porteranno i franco-piemontesi alla vittoria finale verso l’unificazione.

La strada che lo attraversa è la Strada statale 11 Padana Superiore.

Ma torniamo a Napoleone Bonaparte, da appassionato mi sono chiesto quali vini preferiva Napoleone Bonaparte?  Si narra che escogitava strategie attraverso un calice di pinot nero:

‘Niente rende il futuro così roseo come il contemplarlo attraverso un bicchiere di Chambertin.’

Ma le risposte le ho trovate in un vecchio articolo del Sole24ore che parlava di una mostra itinerante dal titolo «I vini dell’imperatrice. La cantina di Joséphine alla Malmaison (1800-1814)».

È proprio grazie all’inventario della cantina della prima moglie di Napoleone, redatto nel 1814, che veniamo a conoscenza dello sviluppo della viticultura tra il XVIII e il XIX secolo in Francia;

Joséphine, si ritirò nella residenza di Malmaison e qui si distinse per la sua arte conviviale, per i suoi eleganti banchetti accompagnati da vino di qualità. La sua cantina contava oltre 13mila bottiglie provenienti da varie aree geografiche (Bordeaux, Bourgogne, Champagne, Côte-du- Rhône, penisola iberica, Grecia, Cipro, Ungheria, Sudafrica e Italia). Dei nostri vini non mancavano mai il Vermouth, il Picolit e il rosolio, ma Napoleone preferiva lo Chambertin ( vino rosso AOC e vigneto Grand Cru nella Côte de Nuits della Borgogna, con Pinot nero come il principale vitigno).

Ovviamente ad ogni ricevimento era di rito mettere in tavola champagne proveniente dalle celebri produzioni di François-Irénée, di Ruinart o di Jean-Remy Moët.