Venezia e Mariano Fortuny

Riporto un breve articolo di uno studente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino parte di un pool di studenti e appassionati d’arte che con le loro pubblicazioni vogliono aprirci una finestra sugli artisti che hanno ‘vissuto’ la Via Gallica.

Nella città di Venezia possiamo trovare la fondazione Fortuny, dove vi sono delle testimonianze della vita di Mariano Fortuny y Madrazo.

Fortuny nacque a Granada, l’11 maggio del 1871, fu pittore, stilista, scenografo e designer spagnolo naturalizzato italiano.

Il padre, fu anche lui un celebre pittore e per questo motivo fece crescere il figlio in un ambiente fatto di cultura ed arte, circondato sempre da artisti, letterati e critici.

All’età di due anni Mariano Fortuny si trasferì con la famiglia in Italia, precisamente a Roma, dove il padre morì dopo pochi mesi a causa di una malattia. La madre dopo poco tempo fece ritrasferire tutta la famiglia nel suo paese natale ovvero la Francia.

Fortuny non smise mai di viaggiare, così in una delle sue vacanze in Italia, precisamente a Venezia, a sette anni fu stimolato a intraprendere lo stesso percorso del padre, ovvero quello della pittura.

Ispirato dalle opere che vide nelle numerose gallerie  in giro per il mondo e dalla musica di Wagner, inizia a produrre una serie di opere e innovazioni pittoriche, scenografiche ed illuminotecniche.

Il suo intento principale era quello di realizzare delle opere in unione tra significato ultimo della pittura e della musica.

Nel 1900, all’età di 29 anni,  inizierà a lavorare anche in Italia, per le scene e i costumi dell’opera teatrale “Tristano e Isotta” alla Scala di Milano. Nello stesso periodo inizierà a lavorare ad altre idee come alla “Cupola”, un metodo teatrale innovativo per far arrivare la luce in modo indiretto e diffuso.                                                                                                                              Successivamente inizia anche la sua passione per le stoffe e i costumi teatrali, inizio a creare lui stesso tinture, spazzole e macchinari per realizzare le sue opere recuperando lo stile greco, le stampe di Morris e i motivi decorativi catalani.

Inoltre Fortuny visse gli ultimi anni della sua vita a Venezia, dove possiamo trovare una famosa fabbrica  di tessuti, “La fabbrica di tessuti di Mariano Fortuny”, da lui creata nel 1919 ma attiva ancora oggi e celebre in tutto il mondo.

Inventò uno stile fortemente riconoscibile che denomino Delphos, caratterizzato da lunghe tuniche realizzate con tessuti leggeri lavorati a sottilissime piegoline.

Nel 1931 Fortuny è a Londra, in occasione dell’esibizione dell’esibizione dell’arte francese, l’illuminazione nelle sale è realizzata dalla lavorazione dei brevetti dello stesso Fortuny, che divenne celebre anche per le sue lampade, su cui applicava un tipo di lavorazione un po’ inedito, su cui applicava un tipo di lavorazione inedito, quello di intensificare i toni cromatici.

Fortuny muore a Venezia il 3 maggio 1949.  Grazie a lui si creò il primo vero “Made in Italy”.

Lorenzo Lupi – Studente Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino