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La città detiene una posizione importante tra la Francia, Milano, il Monferrato ed il Canavese. 

Lo stemma della città ci aiuta a capirne le antiche origini: i colori rosso e argento che vi compaiono sono un omaggio alla stirpe degli Aleramici, marchesi del Monferrato nonché signori di Chivasso all’epoca capitale del Monferrato fino al 1435. Le due chiavi sono – a quanto sostiene lo studioso Carlo Vittone (1904) – un’allusione al più antico protettore celeste della città: san Pietro apostolo.

Poi è passata sotto il dominio dei Savoia e si è distinta per l’eroica resistenza contro le truppe francesi durante l’assedio del 1705. 

Ha ospitato grandi pittori del Cinquecento come Defendente Ferrari cresciuto nella bottega di Giovanni Martino Spanzotti e Demetrio Cosola nell’Ottocento, un importante stampatore Jacopo Suigo che in Chivasso ha pubblicato nel 1486 la Summa casuum conscientiae, ribattezzata Summa Angelica, del Beato Angelo Carletti che nato a Chivasso nel 1410 è stato è stato un importante religioso, letterato e umanista italiano.

Prendetevi un attimo sedendovi in uno dei tanti bar-pasticceria per gustarvi i “Nocciolini”: mini dolcetti fatti con nocciole Piemonte, zucchero ed albume d’uovo. Assaggiateli accompagnandoli con del Passito di Caluso Docg, prodotto con uve di Erbaluce di Caluso.
Infatti, nel 2018 è stato sottoscritto il gemellaggio enogastronomico tra questi due famosi prodotti locali.
Da visitare anche la struttura ottocentesca della chiavica di imbocco sul Po del Canale Cavour (1866) per irrigare campi e risaie. Il canale si estende per 89 km fino al Ticino ed è il terzo in Italia per lunghezza con una portata media di 82 m3/s. Lo incroceremo prima di San Germano Vercellese.

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Autore dell'articolo

Ezio Caudera
Ezio Caudera on

Co-ideatore di Via Gallica

1 Comment

  1. lorella reggio

    Buoni i Nocciolini !!!

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